Comune di Casorezzo

MUSEO CIVICO DEI MESTIERIE DELLA MEMORIA


Sede: Via Einaudi, 7
Curatore: Gianfranco Giliberto
Telefono: 02/9029476 ( Biblioteca ) - 02/9029574 ( Curatore )
Orari di apertura: dom 15.00-18.00 solo su appuntamento contattando il curatore Gianfranco Giliberto al numero 331/5961859 

Il Museo Civico dei Mestieri e della Memoria ha questa denominazione perché è un'istituzione comunale, perché ripercorre la storia dei mestieri dalla fine dell'Ottocento fino ai giorni nostri e perché intende custodire una memoria minore, non ufficiale, fatta delle piccole cose di tutti i giorni.
Il Museo è stato inaugurato il 25 Aprile 2004 e da allora ha raccolto oggetti di uso comune di un'epoca a noi vicina, che però si allontana ogni giorno più velocemente dalla nostra società e dal nostro modo di vivere.
Il Museo nasce dalla volontà e dai sogni di un cittadino casorezzese, Gianfranco Giliberto, un uomo che ha raccolto e conservato lungo tutta una vita ricordi, oggetti e curiosità che illustrano nel profondo un'epoca attraverso la cultura materiale dei suoi uomini.

Una sezione del Museo è un omaggio al lavoro dell'uomo. Questo spazio contiene una ricca rassegna di attrezzature utlizzate per generazioni nelle diverse attività lavorative. Si parte dalla lavorazione dei campi fino ad arrivare agli arnesi del falegname, del fabbro, del mugnaio, del maniscalco, del muratore, del ciabattino.
Una parte del Museo è poi dedicata alla ricostruzione accurata di quello che poteva essere un ambiente domestico: una cucina con i poveri arredi dell'epoca e le vettovaglie possedute da ogni famiglia; la camera col robusto letto matrimoniale realizzato in ferro battuto con un materasso di vecchia fattura e una coperta di piquet.
Un'ampia raccolta di oggetti di uso quotidiano testimonia lo scorrere degli anni: si parte da semplici e rozzi arnesi per arrivare via via all'uso dei primi elettrodomestici che hanno caratterizzato il passaggio dalla civiltà rurale a quella industriale dopo il boom economico.
A Casorezzo la Scuola Elementare fu aperta nel 1870: nel Museo sono conservati libri, calamai, pennini, pagelle, quaderni, sillabari. Un vero patrimonio didattico, che ha contribuito a formare la cultura dei nostri padri. Le sale ospitano anche collezioni di riviste, vecchi documenti e fotografie d'epoca.
Vario è il materiale di oggettistica esposto: si spazia dalle minuscole curiosità, come ormai introvabili articoli commerciali, fino ad una vasta collezione di vecchie scatole di latta, preziose radio d'epoca, ferri da stiro, giradischi, ventilatori, calcolatrici. Una miniera di oggetti, che non mancherà di suscitare interesse e risvegliare ricordi.